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“Crescere parlando nella scuola dell’infanzia. Strategie per la promozione della comunicazione e del linguaggio” di Luigi Girolametto, Luigi Marotta e Daniela Onofrio

Introduzione

Oggi vorrei presentarti il volume “Crescere parlando nella scuola dell’infanzia. Strategie per la promozione della comunicazione e del linguaggio” di Luigi Girolametto, Luigi Marotta e Daniela Onofrio, edito da Erickson in collaborazione con FLI (Federazione Logopedisti Italiani). Il volume fa parte della collana “Logopedia in età evolutiva” e si rivolge principalmente a professionisti sanitari, quali appunti i logopedisti, ma, a mio parere, potrebbe essere interessante anche per gli insegnanti ed eventualmente per i genitori, perché ha un approccio multiprofessionale. L’unica difficoltà legata alla lettura di questo volume potrebbe essere dovuta all’utilizzo di un linguaggio specialistico.

Le 350 pagine che contiene sono suddivise in due parti principali: la prima parte è dedicata ad una spiegazione dettagliata dello sviluppo tipico e atipico del linguaggio, dove con “sviluppo atipico del linguaggio” s’intende lo sviluppo del linguaggio caratterizzato da alcune difficoltà. La seconda parte è quella che preferisco, poiché vengono illustrati molti casi clinici di bambini affetti da un disturbo del linguaggio di varia natura, che ci permettono di immedesimarci nella loro situazione specifica e capire profondamente le loro difficoltà. Vengono inoltre presentati moltissimi suggerimenti utili e concreti da mettere in pratica nella quotidianità del contesto della scuola dell’infanzia. Non è un volume specifico sullo sviluppo bilingue del linguaggio, ma è comunque utile a tutti coloro che vogliono approfondire la tematica della promozione del linguaggio in contesto prescolare.

L’importanza della scuola dell’infanzia

Il primo ciclo scolastico, che inizia appunto con la scuola dell’infanzia, riveste un ruolo fondamentale nella vita di bambini e bambine perché promuove lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, ma anche e soprattutto lo sviluppo del linguaggio. Se desideri approfondire questa tematica, ti consiglio di visionare l’intervista che ho avuto il piacere di fare al Professor Michele Daloiso per il progetto “Intervista all’esperto/a di bilinguismo e multilinguismo”. Troverai risposta alle seguenti domande: “Quale approccio seguire nell’accostare un bambino a una seconda lingua nel contesto prescolare? Quali attività si possono proporre ai bambini che non parlano ancora? Come riconoscere i disturbi del linguaggio prima dei tre anni?”.

Da questo libro emerge un dato molto interessante e positivo che riguarda l’Italia, ovvero che il 98% dei bambini fra i quattro e i sei anni frequenta la scuola dell’infanzia, mentre la media europea è di 94%; in Austria 94% (statistik.at) e nella regione Carinzia, in cui vivo, la percentuale scende a 90% (statistik.at).

Valorizzare tutte le lingue

Questo volume è particolarmente adatto ai professionisti che lavorano con bambini e bambine con disturbo del linguaggio proprio nelle scuole dell’infanzia e che, quindi, devono conoscere e avere a disposizione delle strategie che possano aiutare questi/e bambini/e ad imparare e utilizzare lessico, grammatica e frasi appropriate per comprendere il linguaggio complesso che verrà utilizzato successivamente a scuola.

In questo testo vengono inoltre riportate le indicazioni nazionali per il curriculo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, nelle quali si afferma chiaramente che la scuola dell’infanzia ha la responsabilità di promuovere in tutti i bambini la padronanza della lingua italiana rispettando l’uso della lingua di origine.

Mi sento di aggiungere che la lingua di famiglia dei bambini con background migratorio dovrebbe essere non solo rispettata, ma anche valorizzata. Come ci ha ricordato il Professor Luca Melchior nell’intervista dal titolo “Il bilinguismo nascosto”: “La lingua della scuola è importante, ma questo non significa che le altre lingue non possano avere uno spazio nella scuola italiana. Purtroppo l’ideologia del monolinguismo è rimasta e molto spesso, anche se non sempre, queste lingue vengono nel migliore dei casi non viste, nel peggiore dei casi osteggiate. In realtà sono delle risorse preziosissime, anche per giungere alla lingua d’istruzione.” Puoi rivedere l’intervista qui sotto.

Aspetti teorici

La prima parte di questo volume è dedicata agli aspetti teorici. Ci spiega cosa si intende per comunicazione e linguaggio, e descrive in maniera dettagliata lo sviluppo del linguaggio nei primi anni di vita. Nella parte dedicata allo sviluppo atipico della comunicazione e del linguaggio, vengono presentati i fattori di rischio e gli indicatori predittivi, che possono essere sia linguistici che non linguistici.

In questo volume si apprende che l’età di tre anni costituisce una sorta di spartiacque tra i bambini “parlatori tardivi”, ovvero che iniziano a parlare più tardi rispetto alla media, e bambini con un probabile disturbo specifico del linguaggio. Segue poi una spiegazione minuziosa delle funzioni esecutive del linguaggio e del motivo per cui sono così importanti. Vengono suggerite, inoltre, alcune attività che promuovono lo sviluppo delle funzioni esecutive: per esempio il gioco, il racconto di storie, le canzoni e le filastrocche.

Strategie pratiche

Nella seconda parte del libro vengono spiegate nel dettaglio molte strategie per promuovere lo sviluppo del linguaggio nei bambini in età prescolare che frequentano la scuola dell’infanzia. All’inizio di ogni capitolo viene presentato un caso clinico di un bambino o di una bambina con uno sviluppo atipico. Segue poi una serie di strategie per aiutarlo/a e la descrizione dei risultati dopo l’intervento logopedico, parallelo alle attività realizzate sia alla scuola dell’infanzia che a causa con i genitori, per dimostrare se queste strategie sono state inutili o meno.

In particolare vengono proposte molte attività per facilitare la conversazione, ecco alcune indicazioni inportanti:

  • rendere accessibile e comprensibile l’input linguistico. Quest’ultimo rappresenta il contatto che i bambini di origine straniera descritti nel volume hanno con la lingua italiana, quindi la lingua che stanno acquisendo in contesto prescolare;
  • scegliere il tipo di domande da fare e chiedersi come queste possano aiutare i bambini;
  • proporre attività per promuovere la conversazione con i coetanei che frequentano la stessa sezione dell’asilo;
  • considerare i vantaggi delle attività volte a far conversare e giocare insieme i bambini con sviluppo tipico con quelli con sviluppo attico del linguaggio.

La lettura dialogica, il gioco e le storie

Il capitolo 6 è, a mio parere, quello più interessante poiché spiega come stimolare il linguaggio con una tecnica definita “lettura dialogica”. In breve, la lettura dialogica è una “lettura di conversazione” in cui l’insegnante si ferma su ogni pagina del libro per fare delle domande ai bambini, e poi integrare le risposte con alcuni commenti. In questo modo si crea un dialogo con i bambini osservando insieme il libro. Questa tecnica ha dimostrato avere un effetto molto positivo sullo sviluppo del linguaggio ricettivo e di quello espressivo. La lettura dialogica, infatti, fornisce molte opportunità pratiche e concrete per conversare, così come molti esempi di input linguistico appropriato.

I capitoli successivi in questa seconda parte del libro ci spiegano come sostenere il linguaggio attraverso il gioco. Il gioco è importante perché attraverso di esso i bambini sviluppano non solo il linguaggio, ma anche le loro capacità di socializzazione e le loro abilità motorie. Come descritto in questo volume, il gioco favorisce la crescita socio-emotiva dei bambini. Osservando come giocano i bambini, si possono mettere in atto alcuni accorgimenti per aiutare coloro che hanno difficoltà.

Segue poi un capitolo sulle abilità narrative, ovvero sulle storie che i bambini raccontano. In questo capitolo si apprende che il linguaggio narrativo si sviluppa più tardi rispetto al linguaggio conversazionale, attorno ai 4 o 5 anni d’età. Si tratta infatti di un monologo composto da più unità, da un vocabolario specifico e da una sequenza che i bambini imparano a seguire. La narrazione è un’attività molto educativa, perché i bambini imparano rapidamente sia nuovi vocaboli, ma anche nuove forme grammaticali. In questo capitolo apprendiamo quindi: come elicitare delle narrazioni personali, come espandere gli enunciati dei bambini per aiutarli a sviluppare un linguaggio più completo e complesso e alcuni suggerimenti per lavorare con gruppi di bambini.

Infine l’ultimo capitolo del libro ci spiega come supportare lo sviluppo bilingue, in particolare come facilitare lo sviluppo della lingua italiana nei bambini che provengono da altri paesi e che frequentano la scuola dell’infanzia in Italia.

Ispirata dalle video-recensioni del Dottor Luca Mazzucchelli, condivido con te le tre cose che ho apprezzato di più di questo volume. A mio parere, è un libro molto dettagliato e completo, in cui si riportano numerosi studi nell’ambito della linguistica, della psicolinguistica e della riabilitazione logopedica.

I casi clinici

Il primo aspetto che ho apprezzato è il fatto che ogni capitolo contiene un caso clinico, che viene spiegato all’inizio e poi ripreso alla fine del capitolo per dimostrare in che modo le attività proposte sono state utili al bambino in questione. Ad esempio, nel capitolo 4 viene presentato il caso clinico di un bambino di nome Giovanni di tre anni e due mesi, che ha un vocabolario espressivo molto ristretto e sembra non avere una buona comprensione del linguaggio. Alcuni mesi dopo gli viene diagnosticato un disturbo di linguaggio ricettivo ed espressivo, quindi vengono descritte tutte le attività messe in pratica con questo bambino, sia presso la scuola dell’infanzia, sia a casa con i genitori. Al termine del capitolo viene presentato un resoconto dei progressi di Giovanni dopo circa sei mesi di tempo. In questo caso le strategie utilizzate sono quelle per favorire la conversazione con i coetanei e con gli insegnanti attraverso domande di vario tipo. Si osserva che dopo sei mesi, Giovanni ha migliorato la comprensione sia dei compagni che degli insegnanti.

Le schede pratiche

Il secondo punto che ho apprezzato molto di questo libro sono le schede pratiche alla fine di ogni capitolo. Nella seconda parte del libro vengono presentate delle schede che aiutano l’insegnante della scuola dell’infanzia a monitorare lo sviluppo linguistico dei bambini e il proprio operato. Per esempio, una delle schede spiega come valutare il proprio input linguistico attraverso una serie di domande, in modo da capire se stiamo parlando troppo velocemente, se le nostre frasi sono troppo lunghe e complesse e se le domande che poniamo ai bambini sono adatte oppure no.

Il capitolo finale sul bilinguismo

Il terzo e ultimo aspetto che ho apprezzato molto di questo libro è il capitolo finale sul bilinguismo. Ci spiega chiaramente come supportare lo sviluppo bilingue nei bambini con esperienza di migrazione. Una delle strategie presentate è quella di valorizzare la lingua e la cultura d’origine dei bambini che stanno imparando l’italiano. Inoltre, viene proposta una serie di domande di approfondimento che si possono porre ai genitori oppure a un mediatore culturale per comprendere il contesto linguistico e culturale in cui è cresciuto e sta crescendo questo/a bambino/a e come interagire con lui/lei. Questo tipo di aiuto viene definito “supporto indiretto alla prima lingua”. Kira, la bambina polacca che viene presentata all’interno di questo capitolo, ha bisogno di rafforzare la sua lingua di origine in modo da costruire una solida base per l’apprendimento della lingua italiana, sua lingua seconda.

Conclusione

In conclusione, ti consiglio questo libro se sei un insegnante della scuola dell’infanzia o un logopedista: troverai molte risorse, esercizi e attività che puoi mettere in pratica subito con i bambini della tua sezione di asilo. Se sei un genitore che vuole approfondire in modo dettagliato lo sviluppo linguistico dei bambini, questo libro fa anche per te. Ma, attenzione: non deve sostituire una visita dal logopedista, nel caso in cui tu abbia dei dubbi o delle preoccupazioni sullo sviluppo linguistico di tuo/a figlio/a. Infine, se tuo/a figlio/a sta crescendo con più di una lingua è fondamentale che il logopedista sia specializzato su questa tematica, mi raccomando!

Spero che questo articolo ti sia stato d’aiuto e che ti abbia ispirato ad approfondire il tema dello sviluppo del linguaggio. Se desideri rimanere aggiornato/a sul mio lavoro come consulente e formatrice in multilinguismo e se vuoi conoscere in anteprima i miei progetti, ti invito ad iscriverti alla mia newsletter.

Buona giornata!

Karin Martin

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Ciao sono Karin, una linguista plurilingue! In questo blog si parla di vivere la vita con più di una lingua. Condivido le mie piccole grandi scoperte personali e professionali per rendere questo mondo un posto migliore. Spero tu possa trovare l’ispirazione che cerchi!

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